armadioverde e a|impact: investiamo nell’economia circolare

Parliamo di economia circolare, un concetto che il mercato del second hand riassume in modo particolarmente chiaro: vestiti e accessori rimasti a lungo inutilizzati, riacquistano valore e vengono rimessi in circolazione per tornare a soddisfare quella voglia di ‘nuovo’ che anche un capo usato può dare.

Di questo si occupa armadioverde, il più importante marketplace secondhand d’Italia, nato per promuovere consumo consapevole e upcycling nell’industria del fashion.

I nostri armadi, da sempre pieni di capi che spesso non vengono più indossati, sono il campo da gioco di questa realtà in piena espansione nella quale a|impact ha deciso di investire partecipando ad un round di 2,6 milioni di euro che consentirà alla startup, ora società benefit, di fare un ulteriore balzo in avanti.

Nato nel 2015 da un’intuizione di David Erba ed Eleonora Dellera, armadioverde si è affermato in questi anni grazie al suo e-commerce dopo un inizio nei negozi fisici.  
Con 250 mila vestiti spediti nel 2020, armadioverde funziona in modo molto semplice: donando i tuoi capi accumuli stelline con le quali puoi acquistare a tua volta capi disponibili sulla piattaforma.

Un meccanismo che accompagna gli utenti lungo tutti i passaggi della compravendita, dal ritiro dei capi inutilizzati alla consegna di quelli nuovi, allungando il ciclo di vita di prodotti già in circolazione e rallentando la produzione e il relativo consumo di acqua e CO2.

Un impatto destinato a crescere anche sul profilo sociale, grazie alle nuove aree di sviluppo individuate insieme ad a|impact: progetti verticali che faranno di armadioverde un’impresa e un brand internazionale della moda sostenibile a tutto tondo.

Abbiamo parlato di questo e molto altro con il co-founder David Erba nel nuovo episodio di a|podcast.